Anche se mi è sempre sembrata una semplificazione sbagliata interpretare la guerra in Ucraina semplicemente come una contrapposizione tra invasore e invaso, non voglio entrare di nuovo nel merito della questione. Mi sembra interessante, invece, discutere della posizione assunta dalle forze politiche sulla questione nel nostro Paese.
A parte uno sparuto gruppo di intellettuali, bollati come “putiniani”, ma che hanno avuto un grosso seguito nel Paese, sino a diventare maggioranza secondo tutti i sondaggi, la posizione della politica italiana, di destra e di sinistra, è stata, con piccole sfumature, decisamente guerrafondaia e incapace di affrontare la questione in modo minimamente razionale.
Come è stato possibile?
A parte una componente che è stata senza dubbio legata agli interessi dei produttori di armi, mi piace pensare che la maggioranza delle forze politiche abbia effettivamente creduto alle cose che scriveva o diceva. In questo, all’inizio, ha avuto un discreto seguito anche fra la popolazione. Ne sanno qualcosa molti, fra cui io, che di fatto sono stati impossibilitati a discutere dell’Ucraina con amici e parenti senza litigare ed essere bollati come “putiniani”.
Col passare del tempo, degli anni, molti si sono raffreddati o, in parte, “rinsaviti”. Ma la maggioranza dei politici che in qualche modo, spesso incomprensibilmente, si dicono “di sinistra”, no. Come mai?
Questa è la questione che non riesco proprio a capire.
A parte gentaglia come Calenda, Picierno, Guerini, Gentiloni e tanti altri, strutturalmente incapaci di ragionamenti seri, tanti politici che stimo, anche se non sempre sono d’accordo con loro, si sono prestati e continuano a farlo a fungere da copertura dei più sfegatati guerrafondai italiani ed europei.
Anche oggi, di fronte ai tentativi di avvicinarsi a una fine della guerra, appaiono preoccupati, non tanto che l’Ucraina e l’Europa abbiano perso la guerra, quanto che la guerra finisca e apra lo spazio a un’invasione russa dell’Europa!
Lo trovo deprecabile non solo dal punto di vista politico, ma anche morale e umano: incomprensibile!
Questo fenomeno mi fa tornare in mente una vecchia questione alla quale non so trovare una risposta convincente. Ogni volta che mi è capitato di vedere la folla acclamare in piazza Venezia Mussolini che dichiarava guerra, mi sono chiesto: come è possibile portare tanta gente a gioire per andare a morire?
Oggi comincio a capire.
Mi immagino la Commissione Europea sul balcone, che arringa una folla acclamante composta da politici, giornalisti e opinionisti, i quali acclamano votandosi a dedicare tutte le loro energie a portare anche il “popolo” ad aggiungersi a loro!
Mussolini ci riuscì (anche se gli storici non sono unanimi nello spiegare come abbia fatto). Ci riusciranno anche i politici europei con la III Guerra Mondiale?
Il potere di coloro che vedono grandi vantaggi nelle tensioni bellicistiche e premono con tutte le loro forze per un riarmo, come se non fossimo già abbastanza armati.
Infatti, se è vero che chi si oppone a questa follia mette in luce che, a causa dei vincoli di bilancio, essa causerebbe una diminuzione della spesa per sanità, istruzione e pensioni, purtroppo si trascura il fatto che questa riduzione è vista con estremo interesse dalle forze economiche che comandano nel Paese e nel mondo.
Infatti, è ovvio che una riduzione della spesa in quei settori sarà ampiamente compensata da un aumento delle spese dei cittadini che possono permetterselo per ricorrere ai servizi dei privati: istruzione, sanità e previdenza, tutti direttamente o indirettamente in mano alla finanza nazionale e internazionale.
Quindi, oltre alle lobby direttamente interessate alla produzione degli armamenti, avremo fortissime lobby dei gruppi finanziari produttori di servizi.
Naturalmente, questo coinciderà con un aumento delle posizioni politiche favorevoli agli armamenti, di destra e di sinistra, che punteranno a riempire di nuovo piazza Venezia!
Insomma, credo che attraverso la semplice lotta politica (il voto????) sarà molto difficile, se non impossibile, contrastare questa deriva.
Ci vorrebbe ben altro. Come, non lo so, ma ci vorrebbe.