I diritti umani (1)  [Alberto Salsa]

I diritti umani non esistono. Si costruiscono. I loro generatori sono le persone, modellate e organizzate dalla cultura. La cultura è un costrutto nello spazio-tempo e viene negoziata in ogni istante dagli attori. Tutte le culture sono mediate e organizzate da differenti gruppi e persone, di conseguenza tutte le culture sono incomparabili. Non esiste una Cultura Universale, quindi non esistono diritti buoni per tutti, né una «legge naturale» (un ossimoro del papa) dell'umanità. Possiamo pure crederci per fede e modellare il nostro comportamento come se la proposizione fosse vera, ma non c'è prova biologica o sociale della sua esistenza. Di conseguenza non ci sono diritti umani universali, ma solo una Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che, tra l'altro, risale al dicembre del l948.  I diritti si forgiano sulle persone, e i gruppi di persone non sono sempre riconoscibili, ma si definiscono per mezzo delle norme e dei pregiudizi all'interno dei loro insiemi culturali (comportamento, ideologia, politica, economia, religione, territorio, filosofia eccetera). I diritti umani sono una forma di politica, derivano dall'idea che ogni individuo della specie umana, di per sé, meriti eguale considerazione morale. Beh, se ciò fosse vero non avremmo bisogno dei diritti umani.  La maggior parte delle istituzioni e delle persone correla i diritti umani all'«innata e naturale dignità» dell'essere umano, al suo «valore intrinseco», al fatto che «la sua vita è sacra». In tal modo i diritti umani diventano una religione. Queste forme di pensiero, però, non sono chiare: confondono  ciò che vorremmo gli esseri umani fossero con ciò che conosciamo empiricamente di essi.

Alberto Salsa. Niente. Come si vive quando manca tutto. Antropologia della povertà estrema.