Globalizzazione e politica globale á[M. Hardt e A. Negri]

Di fronte alla globalizzazione del capitale che si intensifica di giorno in giorno Ŕ ormai chiaro che, da un lato, le strutture statuali da sole non sono in nessun modo in grado di assolvere il compito della regolazione dell'economia, dall'altro, che non c'Ŕ nessuno Stato globale che pu˛ governare il capitale globale come gli Stati nazionali governavano i capitali nazionali. Gli attuali meccanismi di gestione, regolazione e controllo dell'economia sono caratterizzati da un alto grado di interdipendenza politica. Si tratta di un quadro estremamente variegato costituto, tra le altre cose, da interventi coordinati a livello nazionale, da accordi bilaterali e multilaterali, da istituzioni internazionali e sovranazionali. Questo intreccio Ŕ piuttosto fragile non solo in ragione dell'eclettismo dei suoi elementi, ma anche perchÚ le grandi istituzioni economiche su cui si fonda, alcune delle quali si erano formate nel precedente contesto multilaterale, sono ormai deboli e instabili. Queste istituzioni sono inadeguate a fronteggiare la crisi cui dovrebbero trovare delle soluzioni. Il FMI non riesce a trovare il bandolo della matassa delle crisi valutarie; la Banca mondiale non sa che pesci pigliare con la questione della povertÓ; la Fao Ŕ impotente di fronte al problema della fame nel mondo; le decisioni del WTO sono inefficaci di fronte alla crisi del commercio globale e cosý via. Queste istituzioni non sono del tutto inutili, ma non costituiscono una base sufficiente per configurare un ordine economico globale durevole e stabile. La globalizzazione capitalistica - il mercato mondiale, la rete distributiva, le strutture produttive in stretta connessione tra di loro - Ŕ andata molto pi¨ avanti delle strutture del potere capitalistico.

Michael Hardt, Antonio Negri, Comune. Oltre il privato e il pubblico,