Amore o intimità? (François Jullien)

DELL’AMORE DIFFIDO, MEGLIO L’INTIMITÀ

FRANÇOIS JULLIEN SPIEGA PERCHÉ È CONSIGLIABILE TENERSI LONTANO DAL FRASTUONO SENTIMENTALE

Tutto nasce dall'insofferenza che il filosofo francese François Jullien ha per la parola amore, a suo avviso troppo chiassosa. « L'amore è declamatorio, per non dire ciarliero. È frastornante». E infatti all'amore Jullien preferisce l'intimità, anzi l'intimo, e a questa relazione «discreta, quasi segreta, che non ha bisogno di dirsi» ha dedicato un libro intenso e necessario in un momento in cui i social network generano ego ipertrofici.

Professore perché dovremmo preferire l'intimità all’amore?

«Perché l'intimità non fa dell'Altro un oggetto, esprime subito la relazione. "Sono intimo con te, siamo intimi". La ricchezza dell'intimità, o meglio la sua inesauribilità, è il tra che si apre nella coppia. Non sono le qualità dell'uno o dell'altro, come nell'amore, ma lo spazio che si apre tra due soggetti, dal momento che entrambi hanno eliminato la frontiera che delimita la loro interiorità».

L'intimità però come l'amore non è eterna. Dov'è la differenza!

«Più che di intimità preferisco parlare di intimo, l'intimità non è che una qualità, ha perduto lo slancio dell'intimo, è soltanto una ricaduta. L'amore nutre in sé un ambivalenza ti amo/ti odio, e può tranquillamente oscillare tra l'uno e l'altro. Al contrario la perdita dell'intimo è l'indifferenza, ciascuno rientra nel suo rifugio, dietro la sua frontiera, La differenza? L'amore fa male, quanto più non è condiviso. Ti amo, ma tu non mi ami. Questa asimmetria non esiste nell'intimo. Quando si è intimi non si sa grazie a chi, né ha senso saperlo. Non esiste più la proprietà. Perciò la perdita dell'intimo non è che un ritorno alla normalità delle relazioni, ciascuno torna sulla sua posizione. Non c'è il dramma della separazione amorosa, spesso ridondante».

Si torna alla normalità forse perché l'intimità può fare anche a meno dell'eros.

«Guardi che l'intimo non si oppone all'erotico. Pensi alla "penetra­zione sessuale" che significa entrare nel più intimo dell'altro, e quando la relazione diventa intima si aprono infinite possibilità. La caratteristica dell'intimo è che può disfare i nostri dualismi, specialmente tra il sessuale e lo spirituale, il fisico e il metafisico. Intendendo per metafisica un'apertura sull'infinito, o se preferisce, un accesso a una trascendenza. Nella penetrazione l'intimo si intreccia profondamente al corpo e dunque può convertire la relazione in una tensione inesauribile».

Anche la parola intimità, è contraddittoria.

«Sì, è vero ma si tratta di una contraddizione feconda. Intimo significa per un verso ciò che c'è di più interiore in noi e allo stesso tempo indica la relazione con l'Altro: "Noi siamo intimi". A caratterizzare l'intimo non è l'interiorità del sé ma quel che c'è di più profondo (espresso dal superlativo latino intimus). Questa interiorità si traduce in un'apertura all'altro. È la profondità che esprime l'intimo: nel più profondo di me stesso percepisco un richiamo all'Altro e dell'Altro allo stesso tempo».

Intervista a cura di Brunella Schisa, il Venerdì del 28/11/2014