AMORE

L'amore è una medicina?  [Umberto Eco]

Se amore è una medicina che cura ogni dolore con un dolore ancor maggiore, non potrò forse intenderlo come una pena che uccida per eccesso ogni altra pena, sì che diventi il farmaco di tutte tranne che di se stessa?

Umberto Eco, L'isola del giorno dopo

Amore e ornitorinco (umberto Eco)

Bisogno di innamorarsi. Certe cose le senti venire, non è che ti innamori perché ti innamori, ti innamori perché in quel periodo avevi un disperato bisogno di innamorarti. Nei periodi in cui senti la voglia di innamorarti devi stare attento a dove metti piede: come aver bevuto un filtro, di quelli che ti innamorerai del primo essere che incontri. Potrebbe essere un ornitorinco.

 Umberto Eco, Il pendolo di Foucault,

 La porteanno via [Philip Roth]

Un giovanotto la troverà e la porterà via. Lo vedo, lo conosco. So di che cosa è capace perché quel giovanotto sono io a venticinque anni, ancora senza moglie senza figlio; sono io nudo e crudo, prima che facessi quello che hanno fatto tutti gli altri.

Philip Roth, L’amante morente

Amore e cinismo  [George B. Shaw]

Innamorarsi significa esagerare smisuratamente la differenza fra una donna [persona] e l'altra

George Bernard Shaw

Amore senza speranza  [Philip Roth]

Un giovanotto la troverà e la porterà via. Lo vedo, lo conosco. So di che cosa è capace perché quel giovanotto sono io a venticinque anni, ancora senza moglie senza figlio; sono io nudo e crudo, prima che facessi quello che hanno fatto tutti gli altri.

Philip Roth, L'amante morente


Amore o intimità? (François Jullien)

DELL’AMORE DIFFIDO, MEGLIO L’INTIMITÀ

FRANÇOIS JULLIEN SPIEGA PERCHÉ È CONSIGLIABILE TENERSI LONTANO DAL FRASTUONO SENTIMENTALE

Tutto nasce dall'insofferenza che il filosofo francese François Jullien ha per la parola amore, a suo avviso troppo chiassosa. « L'amore è declamatorio, per non dire ciarliero. È frastornante». E infatti all'amore Jullien preferisce l'intimità, anzi l'intimo, e a questa relazione «discreta, quasi segreta, che non ha bisogno di dirsi» ha dedicato un libro intenso e necessario in un momento in cui i social network generano ego ipertrofici.

Professore perché dovremmo preferire l'intimità all’amore?

«Perché l'intimità non fa dell'Altro un oggetto, esprime subito la relazione. "Sono intimo con te, siamo intimi". La ricchezza dell'intimità, o meglio la sua inesauribilità, è il tra che si apre nella coppia. Non sono le qualità dell'uno o dell'altro, come nell'amore, ma lo spazio che si apre tra due soggetti, dal momento che entrambi hanno eliminato la frontiera che delimita la loro interiorità».

L'intimità però come l'amore non è eterna. Dov'è la differenza!

«Più che di intimità preferisco parlare di intimo, l'intimità non è che una qualità, ha perduto lo slancio dell'intimo, è soltanto una ricaduta. L'amore nutre in sé un ambivalenza ti amo/ti odio, e può tranquillamente oscillare tra l'uno e l'altro. Al contrario la perdita dell'intimo è l'indifferenza, ciascuno rientra nel suo rifugio, dietro la sua frontiera, La differenza? L'amore fa male, quanto più non è condiviso. Ti amo, ma tu non mi ami. Questa asimmetria non esiste nell'intimo. Quando si è intimi non si sa grazie a chi, né ha senso saperlo. Non esiste più la proprietà. Perciò la perdita dell'intimo non è che un ritorno alla normalità delle relazioni, ciascuno torna sulla sua posizione. Non c'è il dramma della separazione amorosa, spesso ridondante».

Si torna alla normalità forse perché l'intimità può fare anche a meno dell'eros.

«Guardi che l'intimo non si oppone all'erotico. Pensi alla "penetra­zione sessuale" che significa entrare nel più intimo dell'altro, e quando la relazione diventa intima si aprono infinite possibilità. La caratteristica dell'intimo è che può disfare i nostri dualismi, specialmente tra il sessuale e lo spirituale, il fisico e il metafisico. Intendendo per metafisica un'apertura sull'infinito, o se preferisce, un accesso a una trascendenza. Nella penetrazione l'intimo si intreccia profondamente al corpo e dunque può convertire la relazione in una tensione inesauribile».

Anche la parola intimità, è contraddittoria.

«Sì, è vero ma si tratta di una contraddizione feconda. Intimo significa per un verso ciò che c'è di più interiore in noi e allo stesso tempo indica la relazione con l'Altro: "Noi siamo intimi". A caratterizzare l'intimo non è l'interiorità del sé ma quel che c'è di più profondo (espresso dal superlativo latino intimus). Questa interiorità si traduce in un'apertura all'altro. È la profondità che esprime l'intimo: nel più profondo di me stesso percepisco un richiamo all'Altro e dell'Altro allo stesso tempo».

Intervista a cura di Brunella Schisa, il Venerdì del 28/11/2014

 

Si ama in due (KarlMarx)

Quando tu ami senza provocare amore reciproco, cioè quando il tuo amore come amore non produce amore reciproco, e attraverso la tua manifestazione di vita, di uomo che ama, non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è una sventura.

Karl Marx, Opere filosofiche giovanili, Editori Riuniti, p. 256.

Che cosa è l'amore? (1)  [Umberto Galimberti]

Troppo semplicistico è l'uso che noi facciamo della parola amore e della parola sesso.
Troppo semplicistico è ad esempio chiedersi se un rapporto si regge sul sesso o sull'amore, senza tener conto che l'amore si coniuga spesso con l'idealizzazione, la gelosia, la fedeltà, il tradimento, l'immedesimazione, il possesso, e il sesso con il desiderio, la passione, la seduzione, il pudore, la perversione e talvolta persino con il denaro. Avete capito di che natura è la vostra sessualità e il vostro amore?
Che cos’è la vita a due? Una combinazione di forze per sopperire alla propria debolezza, un'opportunità per possedere una casa propria, una modalità socialmente accettata per allontanarsi dai propri genitori, una fuga dalla solitudine, un effetto indotto dalla fascinazione o dall'ammirazione, un sedativo contro l'eccesso passionale, un'anticamera della separazione, un espediente per sentirsi normali, una casa di piacere, una camera di tortura?
Probabilmente tutte queste cose diversamente dosate a secondo dei casi.

Umberto Galimberti, Repubblica Donna, 22/1/2010

Che cosa è l'amore? (2)  [Yann Dall'Aglio]

[L'amore ] È il desiderio di essere desiderati. Quindi, pone due problemi: come essere desiderabili e come rimanerlo. In passato era più facile. la struttura sociale e la religione imponevano comportamenti  rigidi, regole ferree. Bastava  adeguarsi  per essere buoni partner.  I problemi sono iniziati con la modernità, l‘individualismo e il libero scambio commerciale. Privati dei punti fermi (famiglia, chiesa, ideali politici), cerchiamo nell’altro quello che prima ci veniva dall’appartenenza a una comunità. 

[Oggi] l'amore è l'ancora di salvezza da una solitudine sempre più diffusa. Tutti parlano dell'amore, tutti lo desiderano. Siamo molto più liberi dei nostri genitori: ma prigionieri del fatto che, essendo l‘amore un libero mercato, quando il capitale di seduzione dell’altro aumenta rischiamo di perderlo. È che siamo bombardati dai sogni: la passione che non si consuma mai, la bellezza che il tempo non scalfisce. Questi sogni uccidono il vero amore, lo trasformano in un problema. 

Intervista a Yann Dall'Aglio su D de La Repubblica

 


Che cosa è l'amore (3) [Umberto Galimberti[

Ma come si fa a discutere di Amore con coloro che credono nell’Amore, se ciascuno di loro, con la parola "Amore", pensa una cosa diversa? Ciascuno si è costruito un Amore personale che risponde alle sue esigenze psicologiche, le quali, essendo diverse da individuo a individuo, creano tanti volti di Amore quanti sono i sentimenti e i pensieri che lo riguardano.

Costruire un Amore che risponde ai nostri bisogni psicologici, non è il modo migliore per negare Amore proprio mentre si testimonia la propria incrollabile fede in Lui? Non è, questo Amore, un idolo che ci siamo costruiti?

Allora di che parliamo, quando parliamo di Amore? Aristotele ci ha insegnato che è possibile discutere solo quando le parole hanno un significato univoco, ma se ciascuno con la parola "Amore" pensa quel che gli pare, su Amore non si può discutere, né vale la propria testimonianza, perché questa non testimonia nulla di Amore, ma unicamente dell'idea che ci siamo fatti di Lui o del nostro sentimento che ha bisogno di Lui.

Mia sostituzione della parola “Dio" con “Amore" di un articolo di Umberto Galimberti , Repubblica Donna del 9 maggio 2015

Due amanti felici  [Pablo Neruda]

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

Pablo Neruda, Due amanti felici

Che cosa è l’amore (4)  [Charles M. Schulz]

Quattro ore [Nadia Verocchi]

Quatro ore

Una segreta solitudine a due 
Una lontananza che tocca da vicino 
Un bisogno di intreccio in un sogno che non unisce 
Un odore amico che calma 
Un rito arcaico
Una dolcezza che uccide 
Io e te, cielo e acqua dello stesso colore, chiusi e perduti in un pugno di parole.

Nadia Verocchi

Ricordarsi [Frida Khalo]

Fummo quello che non si racconta né si ammette, ma che mai si dimentica

Frida Khako