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PD e M5S

05/03/2021

Non ho mai votato o simpatizzato per il PD, permettetemi comunque una riflessione su quello che sta succedendo.

Credo che si debba partire dal famoso “streaming” con Bersani e il M5S. Va dato atto che Bersani ha avuto per primo l’intuito che snobbare il M5S, presupponendo una superiorità intellettuale e ideologica oserei dire antropologica se non razzista, non era una cosa giusta. Si è seduto al tavolo con loro, ma ha fatto una valutazione sbagliata, proponendo un “appoggio senza potere o alleanza” al M5S, ha causato un loro rifiuto, senza dubbio “bambinesco e presupponente”, ma che era abbastanza prevedibile.

Da allora la sinistra, e in particolar modo gli intellettuali di sinistra, si sono scatenati in una demonizzazione veramente assurda e incomprensibile su tutto quello che concerneva il M5S. Devo dire che questo non è soltanto provenuto dai vertici, ma anche larga parte della base della sinistra ha partecipato a questa campagna che di fatto accumunava il M5S alla peggiore destra.

Questo è stato a mio avviso un errore strategico, politico e intellettuale enorme: una incomprensione in genere, ma non sempre, in buona fede di quello che per moltissimi elettori rappresentava il M5S. Basti citare la campagna di fango e intimidatoria e in gran parte attraverso notizie false gonfiate dalla comunicazione rivolta verso singoli esponenti del M5S, riprese e alimentate da molta parte della sinistra dal PD al Manifesto. Il culmine è stato il rifiuto del PD di Renzi di sedersi al tavolo col M5S dopo la sua vittoria elettorale, portandolo a una alleanza con la Lega, il Conte 1.

Questa alleanza governativa da una parte ha rafforzato la campagna denigratoria contro il M5S, dall’altra ha rafforzato all’interno del M5S la deriva più di destra del movimento, soffocandone gli aspetti più “di sinistra”.

Per fortuna c’è stato il passo falso di Salvini che, per banali calcoli elettorali, ha affossato il Conte 1. 

Questo a portato il PD, ed è a mio parere tutto merito di Zingaretti che ha approfittato di un momento di debolezza di Renzi e dei renziani del PD, ad iniziare una collaborazione governativa col M5S: il Conte 2.

La mia valutazione dell’operato del Conte 2 è sostanzialmente positiva, sia per le cose che ha fatto, sia perché ha portato a una maturazione all’interno del M5S. Ma a mio parere altrettanto importante era l’inizio, molto prudente ma promettente, di una alleanza politica e uno scambio di ideali tra sinistra e M5S.

La storia della fine del Conte 2 credo che si possa comprendere con la paura delle forze economiche e politiche dominanti, contrarie a ogni politica progressista proveniente da un possibile successo di tale alleanza, che hanno utilizzato Renzi come killer per affossarla.

A causa della debolezza del quadro politico progressista, delle schiere dei renziani nel PD e del pavido Mattarella, il colpo ha avuto successo ben al di là delle aspettative spaccando contemporaneamente il PD e il M5S.

Quello che sta succedendo dentro il M5S è poco comprensibile sia al suo vertice sia alla sua base, ed ora con le dimissioni di Zingaretti, anche nel PD inizia apertamente un conflitto anch’esso difficilmente comprensibile.

Intendiamoci, il mio “difficilmente comprensibile” non è relativo alle possibili letture politiche e personalistiche che si fanno di queste spaccature all’interno del M5S e del PD, ma è relativo al profondissimo e incolmabile solco fra queste “beghe politiche” e i problemi del paese agli occhi della maggioranza degli italiani.